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«L'uomo e lo stato»

Seminario su testi di Platone con Dr. Florian Pitschl

dal 20 al 28 novembre

L'antichità riconobbe in lui il suo più alto saggio e, con Aristotele, ne esaltò la sua forza poetica; il primo cristianesimo ne onorò il genio religioso; il Rinascimento riscoprì il pensatore dello Stato e la giuda nell'ambito dell'amicizia; il secolo della scienza elaborò le intuizioni filosofiche specialistiche; nel Novecento si aprì nuovamente lo sguardo sulla totalità della Gestalt e dell'opera e dell'insegnamento di Platone. [...] «Tutto ciò che egli esprime», dice Goethe di lui, «si riferisce a un eterno tutto, buono, vero, bello, la cui esortazione si sforza di suscitare in ogni petto».
L'uomo e lo stato: questo è proprio ciò che viene messo a fuoco di tutta l' opera die Platone. Non è mai lo Stato in sé, e nemmeno la legge in sé, che a Platone preme, ma lo Stato come espressione e spazio di persone nobili, come grande figura di giustizia equa, che prende forma nella rettitudine dell'anima individuale.

[dalla postfazione del libro: Von Mensch und Staat, Sammlung Klosterberg Europäische Reihe, di Benno Schwabe & Co, Klosterberg, Basilea, 1942]

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